Confessioni di un collezionista onnivoro


L'identità, ha lasciato scritto Hanna Arendt, ha bisogno di radicarsi in qualcosa che non si modifichi nel corso della vita. E sotto questo profilo i nostri giocattoli sembrano il più adatto dei luoghi della memoria.
La mia collezione di balocchi nasce da un equivoco: sono diventato vecchio e non adulto, per cui ho continuato a raccogliere le automobiline, i trenini, gli aeroplanini e tutti gli altri trastulli che mi sarebbe piaciuto possedere quando ero bambino. Nel corso degli anni ho fatto incetta di modellini di automobili, non escludendo quelle di latta anteguerra; ho raccolto centinaia di trenini, soprattutto Marklin (noblesse oblige) riscattando i Lima e i Rivarossi dei miei compagni di scuola che li alienavano trovando ormai più interessanti le ragazze; ho recuperato vecchi Meccano nelle botteghe dei rigattieri. Poi, piuttosto tardi (ma non è mai troppo tardi) quando è entrata nella mia vita la mia attuale consorte (foto 1), grazie a lei mi sono allargato alle bambole e ad altri articoli non sessisticamente destinati ai maschietti.
Ho scovato giocattoli ovunque mi portasse il mio errabondo mestiere di giornalista, ma quando è subentrata Internet, mi è sembrato di avere a portata di mano qualsiasi cosa potessi desiderare: su e-Bay, tanto per fare un paio di esempi, ho comprato in un battibaleno ad Amburgo una ruota da luna park della Chein e a Chicago un carro armato della Marx (foto 2). In seguito, Il mio giornalaio ha fatto fortuna rivendendomi i modelli da edicola, ma la mia predilezione è sempre andata ai vecchi die cast Dinky, Corgi, Mercury, Matchbox, Solido, Tekno, Spot On, CIJ etc. coi quali giocavo da piccolo e che in età postpuberale avevo gettato via. Me li sono andati ricomprando un po' alla volta, insieme a tanti altri che ho imparato a conoscere strada facendo, compulsando improbabili siti web, leggendo libri e riviste (soprattutto inglesi, tedesche o americane) scoprendo quanto infinitamente vasto sia il mondo dei giocattoli.
Ne ho acquistati a bizzeffe, finché non sono diventati talmente tanti che in casa non c'entravano più. Così ho deciso di allestire MUSEOGIOCANDO, dove chiunque vorrà potrà prendere visione della mia collezione, e nel frattempo ho creato questo sito, in cui ho riversato la documentazione che accompagna ogni singolo giocattolo e il prototipo reale che riproduce, sperando di fornire argomenti interessanti sia agli esperti del ramo che ai neofiti i quali si accostano al meraviglioso universo dei balocchi.

Der Spielehüter